Reportage Km 0

Genova. Zona Darsena. A poche centinaia di metri dalla Stazione Marittima in direzione ponente e ad un tiro di sputo dal Galata Museo del Mare nella direzione opposta. Una Terra di Mezzo di tutti e di nessuno. Le "Strisce Blu" qui sono gratis. Forse perchè come dice la Polizia Locale, tanto gli extracomunitari non pagano, e così le multe vengono fatte solo ai veicoli esplicitamente italiani. Se sono italiani lo capiscono non dalle targhe, ma dal numero di fiancate integre. Se sono più di due, sono sicuramente italiani.
Dopo la chiusura del Parcheggio di Ponte Parodi, questo è l'unico posto dove poter lasciare la macchina (esclusa Via Gramsci). Qui c'è la Dogana, ci sarà forse l'Autorità Portuale, qui ci sono i militari, di qui ci passa la Polizia, ma forse questo luogo da Arancia Meccanica non è di loro competenza. Fino a via Rubattino la Municipale non ci arriva, probabilmente perchè oltre a non avere i fondi per la benzina non hanno nemmeno quelli per far risuolare le scarpe.
Per chi abita nella zona a monte che va dalla Stazione di Principe fino a Piazza della Nunziata, per chi lavora nella zona a monte tra Via Pre' e Via Balbi, e non è barricato dietro a cancelli e telecamere, i continui furti all'interno dei veicoli, e lo scempio a cui assiste, sono diventati insostenibili. "Fa' schifo" per i turisti che malgrado tutto trotterellano dalle città galleggianti "Fantastica" se non "Eccelsa" fino a due pinguini psicopatici sotto l'effetto di anfetamine, attraversando una landa fatta di copertoni e Home Mobile modello Fiat Ducato '81, in cui sembra di essere stati tele trasportati in una zona post bellica del terzo mondo. Non ci sono bei termini, non ci sono mezze parole. Questo è l'esempio di come le varie autorità, fatte ormai di individui a se stanti, muniti probabilmente di paraocchi, siano soltanto Enti Vessatori senza la minima partecipazione nella creazione di una società quantomeno equa e civile. Per chi vive e lavora in una delle zone più difficili della città, in un momento storico che non aiuta più Nessuno, continuamente abbandonati a noi stessi nel più grande degrado che io, in 28 anni, abbia mai visto, la situazione è diventata intollerabile, e si mostra tristemente a tutti senza via d'uscita ne soluzione. Non perchè sia impossibile trovare una ricetta, ma perchè non esistono ne la volontà ne le capacità per poterlo fare.
Mentre scatto queste fotografie mi avvicina un furgone con due venditori ambulanti regolari, provenienti dal Bangladesh, che mi chiedono di fare qualcosa con le mie immagini. Non mi capita dal servizio Italia Serbia, quando un manifestante italiano mi chiese di riprendere, nel caso fosse avvenuto, lo scontro tra loro e la Polizia e le cariche infondate di questi ultimi. Ognuno partecipa come sa e vede come vuole.
Quasi con le lacrime agli occhi mi implora di fare qualcosa, mi mostra la denuncia fatta ai carabinieri, buona da appendere nella sala da pranzo assieme al diploma del liceo; mi dice che non può dormire, perchè è dal 95 in Italia, ha sempre fatto i mercati, non si può permettere un fondo, un magazzino, e nel furgone c'è tutta la sua vita. Non può dormire perchè ogni notte pensa a quel pezzo di strada, a quella piccola zona lasciata alla mercè dei tanti disperati, purtroppo anche loro, che nella roba degli altri cercano la loro sopravvivenza, mentre le telecamere sono puntate verso i portoni e i cancelli degli uffici e delle dimore "statali". Oltre ad essere la solita lotta tra poveri appare più come una gara all'impoverimento umano e sociale.
Un ritorno alle origini, come quando armati di clava, i nostri antenati cercavano di proteggere la grotta.